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Lettera del compagno anarchico Fernando Bárcenas – Per una biblioteca autonoma dei prigionieri

via ROUND ROBIN

A tutti i compagni ribelli

Scrivo a tutti coloro che portano avanti i loro percorsi di autonomia, per ricordare che all’interno di queste mura cerchiamo di separare il nostro tempo vitale dall’apparato, dando vita a momenti di lucidità in un mondo soffocante … Così, in questi anni, ci sono state proposte di resistenza , le lotte isolate nelle aree dimenticate, il grido perduto di ribellione in oscurità, momenti collettivi di organizzazione informale nella vita quotidiana del “regime aperto”, vale a dire nella popolazione [ della prigione] in generale, dove, quasi tre anni fa, venne fuori l’idea di creare uno spazio diverso in cui i prigionieri potessero gridare che ne abbiamo abbastanza di tutto annientamento; sappiamo che il sistema della prigione è progettato per sottoporre i nostri corpi e le nostre menti alla struttura della mercificazione e per questo non intendiamo chiederle di cambiare, sappiamo che il denaro è il linguaggio del potente e per questo non abbiamo richieste, ora vogliamo organizzare le nostre vite in queste mura perché sappiamo che ciò che cercano i loro programmi di riabilitazione sociale è quello di creare sottomessi, pentiti e colpevoli e questo è il motivo per cui accettano lavori da schiavo nelle mani degli ufficiali della prigione.

Così, è arrivata l’idea di fondare una biblioteca alternativa nell’auditorium della Penitenziario del Nord. Ma per far crescere questo progetto di autonomia e per consentire il suo funzionamento, abbiamo bisogno del vostro sostegno e solidarietà, perché in prigione siamo repressi in modo più efficace e quindi, è un’appello a tutti coloro che sanno che siamo in guerra, abbiamo bisogno di voi, solo con voi possiamo raggiungere la forza per affrontare la logica marcia del sistema …

Non lasciarci soli a costruire un altro spazio di autonomia, la nostra lotta non è meno importante, siamo schiavi, figli di guerra, siamo poveri, chiamati criminali e quindi siamo emarginati, ma insieme a voi dimostreremo che sono capaci di vivere la libertà qui ed ora, anche stando dietro le mura di pietra …

Per questo motivo chiediamo supporto per mantenere questo progetto, la biblioteca autonoma del Penitenziario del Nord.

Con amore e forza per tutti.

Fernando Bárcenas.”

Sulla situazione legale del nostro compagno Marcelo Villaroel Sepulveda… o come si perpetua nel silenzio la vendetta dello Stato

via publicacionesrefractario

translated by ANARHIJA

Il 4 settembre la procura militare di Santiago ha respinto la richiesta fatta alcuni mesi fa dal nostro compagno Marcelo per la prescrizione della pena.

Marcello ha fatto subito ricorso a questo rifiuto, lasciando la risoluzione dell’appello nelle mani della corte marziale, dove è stata riconfermata nei primi giorni di ottobre.

Queste condanne corrispondono ad alcune cause originate da azioni nel contesto della sua vecchia militanza in “Mapu-lautaro”, organizzazione [armata comunista, ndt] in cui il nostro compagno è stato un combattente attivo sin da giovanissimo, e dalla cui è stato espulso nel 1995, mentre era in carcere, per le sue “deviazioni anarchiche”.

Marcelo ha scontato la sua condanna senza interruzioni per 11 anni, due mesi e quindici giorni, dal 13 ottobre 1992 fino al 28 dicembre 2003, rimanendo in carcere notturno sino a marzo 2005, quando gli è stata concessa la “libertà” condizionata, che lo obbligava a firmare un documento ogni settimana fino a completare i 20 anni di controllo penitenziario.

I primi giorni di novembre 2007 per Marcelo furono segnati dalla sua partecipazione alla rapina in Banca Segurity, assieme ad altri compagni, l’azione in cui morì uno sbirro e che provocò una risposta inaudita da parte dello Stato. Marcelo decise di passare in clandestinità, e nel febbraio 2008 fu revocata, in assenza, la sua “libertà” condizionata.

In marzo 2008 è detenuto in Argentina, e nel settembre 2014 viene condannato a 14 anni per due rapine in banca.

Nello stesso periodo, come le condanne relative a vecchie cause emanate dalla sempre inquietante “Giustizia Militare” venivano riesaminate, la condanna rimane come segue:

— associazione terrorista illegale: 10 anni e 1 giorno

— danneggiamento di una macchina degli sbirri con serie lesioni ai carabinieri: 3 anni + 541 giorni

— coautore di omicidio qualificato come terrorista: 15 anni e 1 giorno

— furto con intimidazioni, legge 18.314: 10 anni e 1 giorno

— attacco esplosivo contro l’ambasciata spagnola: 8 anni

In totale queste vecchie condanne fanno 46 anni, stabilendo la fine in febbraio 2056.

Esiste una serie di irregolarità in questi calcoli, e anche se le questioni legali non sono, e mai erano, il nostro punto nodale, crediamo che sta diventando urgente e necessario affrontare questa situazione che palesemente rappresenta una chiara vendetta contro un compagno che mantiene alte le sue convinzioni sovversive di tipo autonomo e libertario, un compagno che non ha mai abbandonato il confronto diretto per la liberazione totale, né ha mai rinunciato al suo passato combattivo – abbandonandolo come merce per libri o premi di storie prese in prestito, dietro le quali a centinaia di rinnegati si nascondono mentre vagano per vari spazi pseudo-radicali.

Facciamo appello a sbarazzarsi di parole vuote e falsi gesti di solidarietà per affrontare questa e ogni altra vendetta proveniente dallo Stato (come una costante politica contro tutti quelli che non rinnegano i propri legami e convinzioni).

E’ ora di agire, di concretizzare che nessun compagno in galera rimane da solo.

PER LA DISTRUZIONE DI TUTTE LE PRIGIONI!!!

FINCHÉ ESISTERÀ LA MISERIA CI SARÀ RIBELLIONE!!!

Alcuni vicini a Marcelo

Santiago-Valparaíso (Cile)

Ottobre 2017

 

Lettera del prigioniero anarchico Marcelo Villarroel Sepúlveda

traduzione da ANARHIJA:

Questo è una lettera del prigioniero anarchico Marcelo Villarroel sul caso del compagno anarchico Santiago Maldonado, ancora assente. È anche una chiamata all’azione. Le sue parole sono benvenute!!! Fuoco alle prigioni!!! Vogliamo il nostro compango Santiago Maldonado vivo adesso!!!

Lotta contro tutte le carceri, l’amnesia e la passività codarda!!!

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Queste parole nascono e diventano necessarie nel momento quando è necessario abbracciare tutti coloro che si danno senza riserve quando cercano l’incontro con la liberazione totale.

Per l’espansione della rivolta, per l’inequivocabile confronto con il potere, per l’estensione di pratiche autonome nel rifiuto del dominio e di tutto ciò che rende possibile la sua esistenza.

Mentre scrivo, sono guidato dal disprezzo e dalla rabbia… Mentre ogni persona comprende la propria vita, c’è un caro amico che manca…

SANTIAGO MALDONADO – el “Lechu”, el “Brujo”, scomparso. E io non posso rimanere in silenzio o ignorare la sua assenza fisica.

Da quando abbiamo dovuto vivere il carcere nella regione dominata dallo Stato argentino, i nostri passi si sono incrociati. C’eravamo noi, i prigionieri nella provincia di Newken, e c’era Santiago, nella cità di La Plata, accanto ad universo di compagni attivi, condividendo complicità e rimanendo solidale…

Sono trascorsi più di nove anni da quando i nostri passi si sono incrociati sul tragitto continuo di fratellanza, questo tragitto che ci ha portato entrambi dalla stessa parte della trincea.

Perché dobbiamo dirlo chiaramente: Siamo in guerra contro l’oppressione e la miseria! Contro tutte le polizie, Stati, paesi e codardi che adeguano i propri discorsi e vite per renderli innocui e integrati.

Non possiamo dimenticare che, noi che abbiamo deciso di continuare l’attacco, ci esponiamo ad un rischio costante. Ma non siamo vittime passive di circostanze né meri spettatori.

Proprio come Santiago, un persona completamente coerente con i suoi sentimenti anarchici, scomparso da 1° agosto, quando fu sequestrato dalla Gendarmería (forza intermedia tra polizia e l’esercito), mentre attivamente sosteneva la lotta Mapuche a Cushamen, nella provincia di Chubut, nel sud di Argentina, vicino al confine cileno.

E’ trascorso già un mese e Lechuga non è apparso. E anche se Santiago è insieme a tutti noi che non dimentichiamo o abbandoniamo la lotta quotidiana, la sua presenza fisica è assente.

Lo riporteremo indietro, attaccando continuamente, moltiplicando i suoi gesti e le sue azioni attraverso tutto il pianeta, contro i miserabili responsabili della sua scomparsa.

Dal carcere, oggi, la mia chiamata è di approfondire l’attacco contro l’amnesia e la paura. Perché quelli che dicono di credere in anarchia devono agire in accordo con questa convinzione.

A centinaia di prigionieri rivoluzionari nel mondo uniti da convinzioni simili, siamo l’espressione vivente di una lotta senza nazioni e senza frontiere che cerca la distruzione totale di tutte le catene, gabbie e prigioni, in cui vive la maggior parte di persone su questo pianeta.

Questi sono tempi battaglia, non possiamo nascondere l’ovvio.

Il fuoco ribelle e ancestrale sta incenerendo le macchine del capitale rapace, il sangue insurrezionale versato dai nostri compagni caduti è tra i nostri rituali di guerra, le nostre cospirazioni silenziose cercano l’unica giustizia possibile: la vendetta diventa urgente e necessaria.

PER SANTIAGO E TUTTI I COMPAGNI CHE SONO MORTI: NEANCHE UN SINGOLO MINUTO DI SILENZIO, MA UN’INTERA VITA DI LOTTA!!!

SOLIDARIETÀ E FRATELLANZA SOLIDALE PER LA DISTRUZIONE DI TUTTE LE PRIGIONI!!!

FINO ALLA DISTRUZIONE DELL’ULTIMO BASTIONE DELLA SOCIETÀ CARCERARIA!!!

Marcelo Villarroel Sepúlveda, prigioniero anarchico.

Carcere di alta sicurezza.

Santiago, Cile.

30 agosto 2017.”

via CONTRAINFO